19 ottobre 2013

Different kinds of love




E' strano come possano essere diversi i rapporti.
Ci sono quelli che ti tolgono il respiro, che e' tutto o niente, subito o mai; gli stessi che ti lasciano l'amaro in bocca e qualcosa misto alla malinconia nello stomaco, quelli che ti cambiano, ti rubano un pezzo di te e lo perdono, se lo portano via; quelli che ti spezzano il cuore, te lo calpestano dopo averlo fatto a pezzi.
 E poi ci sono quelli giusti, non perfetti, ma dolci, che hanno un gioco tranquillo, che ti accarezzano i capelli e tu tieni gli occhi socchiusi nel buio di una stanza di albergo, con la luce della luna che entra dalle tende scostate appena. Quelli che ti riportano un po' il sorriso, che ti ridanno quello che ti era stato rubato, che ti risanano e ti rendono migliore; non esiste più un tu e un io, ma un noi e la parte migliore, la parte più bella è che ti fa bene tutto quello che per una vita ti eri imposta, ti eri convinta di non volere, ed è come una di quelle magie, che succedono piano piano, senza troppe forzature, tutto inizia a funzionare, e allora non ti manca niente, hai  tutto.



It 's strange how they can be different the relationships.
There are those that take your breath away , and that ' all or nothing , now or never , the same that will leave a bad taste in the mouth and something mixed with melancholy in the stomach, the ones that change you, steal a piece of you and lost it , take it away , and those that break your heart , trample you  after having torn to pieces.
And then there are the right ones , not perfect but sweet , which have a quiet game , you caress your hair and you keep your eyes half-closed in a dark hotel room, with the moonlight coming in through the curtains drawn a little. Those that take you back a little ' smile, you give back what you had been stolen , you healed and you make it better , there is no longer "you" and "I", but a "us" and the best part, the best part is it's good for everything that you were set for life , you were convinced to  not want , and it's like one of those magic, happen slowly, without forcing too much , it all starts to run, and then you're not missing anything, you have everything .


Nella foto Beatrice Ferrari
In the picture Beatrice Ferrari






Nella foto Beatrice Ferrari
In the picture Beatrice Ferrari



Un grazie speciale a Beatrice Ferrari, Christian Cecchetto e Alessandro Belloni





Un giorno ancora

/Capitolo I/
                       




Mi spazzolo i capelli, fissando il mio viso riflesso nello specchio, e sento che forse ha ragione mia madre, non potrò mai essere più bella di così, perché sono giovane, perché ho ancora i miei sogni a cui aggrapparmi, perché  ho solo  diciotto anni e niente mi ha davvero fatto così male, male al punto da distruggermi. Occhi grandi, verdi che sfiorano l’azzurro e giocano con pagliuzze giallastre, un viso a cuore, zigomi pronunciati, una chioma di capelli biondi che s’increspa al volere del vento. Dovrei essere felice, eppure sento, percepisco che manca qualcosa e questo vuoto mi devasta dentro, inghiottisce la mia anima e non la lascia andare. Indosso il vestito per la festa, lungo di un rosa tenue che mi accarezza la pelle abbronzata. Sembro un’altra. E’ il mio primo abito lungo, la mia prima vera festa. Sorrido, faccio una giravolta e m’intravedo nello specchio, giovane donna innamorata o bambina fragile, impaurita, non ha importanza.
Quando arrivo alla festa sono emozionata, quasi euforica, riesco a malapena a camminare da quanto sono alti i tacchi, ma fingo disinvoltura e bacio la mia amica. Le faccio gli auguri, lei mi sorride e mi chiede come sono andate le vacanze, sto per rispondere, quando d’un tratto alzo lo sguardo ed è un attimo. Qualcosa si muove piano nel mio corpo, qualcosa di caldo che vorrei uccidere, soffocare, trascinare giù, dove nessuno lo potrebbe trovare. Mi sfioro distrattamente i capelli, abbasso lo sguardo e sento il suo su di me. E’ come una calamita fra di noi, la cosa stupida è che ci attiriamo solo nei momenti sbagliati e mai per bene, mai seguendo le regole o le aspettative. E’ lì, in piedi davanti a me e ho paura ad alzare lo sguardo ed incontrare il suo. Paura che lui possa leggere nei miei occhi quello che tento di nascondere dietro il trucco e sotto quest’ammasso di capelli biondi. Ho paura che  possa portarmi via il verde che questi miei occhi hanno. Ho paura che abbia ancora con se quella strana magia, quell’insana voglia di farmi del male. Credevo che l’amore non fosse così potente, che lasciasse lo spazio per essere felici, e invece no. L’amore fa mancare il fiato, t’investe senza colpe, ti ammazza lasciandoti il cuore aperto, spalancato, abbandonato ad un dolore lamentoso e struggente.
A cena nemmeno ci sediamo vicini, tra di noi gente che nemmeno si cura di quello che mi succede, di quello che sento dentro, solo la mia migliore amica, Anna,se ne accorge. Mi chiede se sto bene e io la guardo. La conosco da tutta la vita ed entrambe sappiamo la risposta. No, non sto per niente bene, ma siamo ad una festa, è estate, e se lo ammettessi sarebbe lui ad averla vinta. Sorrido e annuisco “Certo”
Ballo con lei cercando di non pensare troppo a lui, poi però finita la festa decidiamo tutti insieme di farci un giro. Siamo una decina, commino per la strada stretta cercando di non cadere e non calpestarmi il vestito, Luca, un amico, mi aiuta e mi racconta delle sua vacanza con la sua ragazza. Marco ci rincorre. Mi prende per mano e mi sorride e io piccola bambina sperduta vorrei morire, sento le ginocchia cedermi. Lo fisso, fingendo indifferenza “Che vuoi?”
Lui ride “Parlare con te” Fa cenno a Luca di lasciarci soli e lui lo asseconda.
“Perché mi eviti?”Mi chiede subito, con quella sua smorfia beffarda, quella che più odio, che detesto con tutto il cuore.
“Non lo sto facendo”Rispondo quasi in un sussurro. E’ in momenti come questi che vorrei avere la risposta giusta, quella provocatoria che centra il bersaglio.
Alcuni ragazzi ci raggiungono, Anna mi prende per mano e mi pota lontano da lui. Saliamo in auto, Marco non è con noi. Nico, il fidanzato delle festeggiata alza la musica, abbassa i finestrini e l’aria s’insinua tra i miei capelli, mi accarezza il viso. Socchiudo gli occhi. Amo i luoghi dove sono cresciuta, c’è qualcosa che mi fa sussultare in tutto ciò, amo le sere d’estate che profumano d’erba tagliata e di granoturco, la campagna che nasconde segreti ed amori. Amo Marco che mi nasconde sempre ogni pensiero, ogni sentimento. Solo un bacio tra di noi, mesi fa. Un bacio sottile e morbido, bagnato dalla musica e dalle stelle, sguardi che s’intrecciano, mani che si sfiorano, stavamo rubando qualcosa alla vita di altri. Un bacio e poi il nulla, il vuoto, un precipizio in cui a volta credo ancora di cadere.
Arriviamo nella casa di campagna di un amico, scavalchiamo l’enorme cancello in ferro battuto, i suoi nonni sono al mare, e i suoi genitori in città. I ragazzi corrono a buttarsi in acqua, liberandosi di giacca e camicia. Noi ragazze rimaniamo indietro, ci spogliamo lentamente, vergognandoci della biancheria o poco sicure dei nostri corpi. Marco mi pizzica il braccio. “Ti butti o no?”
Annuisco e mi sento così stupida, incapace di reagire, di parlare.
Mi tuffo nell’acqua con le mie tre amiche. Nuotiamo un po’, qualcuno sta sul bordo a fumare una sigaretta, altri bevono della birra io rimango in acqua a galleggiare e a guardare il cielo pieno di stelle.
Ma noi non siamo come le stelle; noi non riusciamo a scivolare via, a confonderci nel blu del cielo, perché tentiamo di aggrapparci a qualche filo invisibile che però crediamo, anche solo per un momento, di vedere. Mi piacerebbe saper scivolare, essere capace di chiudere gli occhi e lanciarmi. Però è difficile tuffarsi, lasciarsi accarezzare dal vento e finire chissà dove nel buio della notte, dopo un tragitto breve ma luminoso, che ha tagliato l’oscurità in due, che ha squarciato il nero e la paura. Socchiudo gli occhi e delle mani mi sfiorano il ventre, sento la sua voce che cavalca l’aria calda e arriva fino a me. I nostri corpi sono vicini, lo guardo e sorrido. Lui fa lo stesso. Vorrei dirgli tante cose, vorrei scuoterlo e chiedergli il perché di quel bacio, il perché di tutto e invece non faccio altro che rimanere a guardare la mia dignità essere fatta a pezzi dai suoi modi arroganti. Mi sfiora una guancia e si avvicina. Respiro il suo profumo, respiro la sua pelle e la sua anima, vorrei avere la forza di resistere, perché ogni volta che lui entra nella mia vita fa confusione, fa rumore e distrugge ogni cosa. Mi bacia, ma questa volta in modo diverso, con più slancio, con più sentimento. Eppure sento che siamo diversi, siamo distanti, anche ora, due estranei che infondo sono legati. Ma in quel  momento sono felice, mi sento completa e so che non potrò mai essere meglio di così.

18 ottobre 2013

Into the eyes


                   
           


Ci sono persone che ti incatenano a se senza che tu glielo chieda, senza che te lo aspetti, lo fanno e basta, semplicemente guardandoti o sfiorandoti appena. Succede per caso, sul treno o sull'autobus, tra i banchi di una classe troppo affollata o in giro in centro, e succede in un momento veloce ed eterno. Ci sono persone che lo fanno naturalmente, perché la nostra anima richiama la loro quasi in segno d'aiuto, quasi chiedendo pietà. Ci sono persone che incontriamo per caso, per sbaglio, eppure riescono a rubare qualcosa in noi, qualcosa di così prezioso e vitale, qualcosa che nessuno ci ridarà più indietro o che ricrescerà da solo. Non è un gioco ma una maledizione. Siamo tutti destinati a perdere qualcosa e non ritrovarla mai più, è solo che ci sono volte in cui la persona che ci ruba quel pezzetto d'anima, resta, non ci abbandona, rimane e continua con noi restituendoci molto di più, senza chiedere nulla, senza nessuna forzatura, lasciando sgorgare dal proprio cuore qualcosa di inspiegabilmente dissetante, qualcosa che guarisce ogni nostra ferita. E forse la felicità è l'illusione e la consapevolezza dell'esistenza di quella persona; a volte ci convinciamo di averla trovata e ci costringiamo a vivere con gli occhi chiusi e sporchi di falsità; altre volte invece, la speranza e il bisogno di sentirsi migliori, più forti, ci porta sulla strada giusta, ci avvicina a ciò che ci aspetta, ci congiunge alla nostra vera essenza, nascosta nell'anima di qualcuno che per troppo tempo è stato lontano da noi.





There are people that you to them without you to ask him this, without you this aspects, they just do, just looking at you or touching you soon. It happens by chance, on the train or on the bus, in the pews of a class too crowded or stroll downtown, and it happens in a quick moment and eternal.
There are people who do it naturally, because our soul draws them almost as a sign of help, almost asking for mercy. There are people who meet by chance, by accident, and yet manage to steal something in us, something so precious and vital, something that no one will give back or who will grow back on its own. It is not a game but a curse. We are all bound to lose something and do not find it anymore, it's just that there are times when the person who robs us of that little piece of soul, remains, does not abandon us, remains and continues with us giving us a lot more, without asking for anything , without any compulsion, leaving gush from his heart inexplicably something refreshing, something that heals all our wounds.And maybe happiness is an illusion and the awareness  that that  person, sometimes we are convinced to have found it and force us to live with closed and dirty falsehood eyes, at other times, the hope and the need to feel better, stronger, leads us on the right track, brings us closer to what awaits us, connects us to our true essence, hidden in the soul of someone who has been far away for too long from us.



                                       Immagine tratta dal video musicale del singolo "One day" di Asaf Avidan
                                                              Picture from the music video of single "One day" by Asaf Avidan



                                          
                                                Nella foto Anita Maserati
                                                                           In the picture Anita Maserati

                                         

17 ottobre 2013

Young, wild and free



                 Nella foto Beatrice Ferrari, finalista di miss Italia 2013. Teniamo le dita incrociate pe lei.
                           In the picture Beatrice Ferrari, Miss Italy finalist 2023. Keep our fingers crossed for her


"Siamo giovani e siamo pazzi. Siamo giovani e abbiamo bisogno di essere liberi per poter vivere ed esplorare davvero noi stessi. Succede che ci riempiamo le orecchie di musica, lasciando che le note ci entrino in fondo, che urlino dentro di noi parole confuse, arrabbiate, forse per soffocare i nostri pensieri più assurdi e le nostre peggiori paure. Lasciamo che i sogni di altri diventino i nostri, desiderando che la realtà sia all'altezza delle nostre aspettative, forse siamo solo troppo giovani, troppo insicuri per essere noi stessi. Ma a volte succede per caso, in una notte d'estate, con l'odore di libertà appiccicato alla pelle, con gli occhi socchiusi  e la mente che corre veloce, inseguendo idee troppo grandi, forse perfino troppo perfette, che ci immergiamo in una realtà in cui non sono ammesse delusioni, in cui credere è la chiave, in cui forse anche l'amore è concesso.
Siamo giovani e siamo dei selvaggi"



"We are young and crasy. We are young and we need to be free to live and really explore ourselfs.
Happens that we fill the ears of music, letting the notes enter deep whithin us, that scream inside us confused and angry words, perhaps to stifle our more absurd thoughts and our worst fears.
we let the dreams of others become ours, wishing that the reality lives up to our expectations, maybe we're just too young, too insecure to be ourselves.But sometimes it happens by chance, in a summer night, with the smell of freedom stuck to the skin, eyes narrowed and mind fast-running, chasing ideas too big, maybe even too perfect, that we immerse ourselves in a reality in which are not permitted disappointments , in whicj to believe is the key, in which perhaps love is admitted.
We are young ad wild"



                                                   Nella foto Marta Bracchi
                                                                               In the picture Marta Bracchi









16 ottobre 2013

Moment of love




                                                  Immagine tratta dal fil "Paradiso + inferno"


"La cosa migliore, di quando si sta insieme ad una persona, è il preciso momento dopo aver fatto l'amore; quel momento che si insinua tra i corpi ancora nudi, vibranti di desiderio, svuotati, ma traboccanti allo stesso tempo,  quel momento che si perde tra sorrisi stropicciati e lenzuola sgualcite.
Un attimo che ti stringe a se e non ti lascia andare via, che scava dentro un solco indeciso ma profondo, un attimo che nel tepore di un abbraccio sa di mare e di zucchero"



"The best thing when you are with a person, it's the precise moment after having made love; that moment that insinuates between the bodies still naked, vibrating with desire, empty, but overflowing at the same time. It's that moment that lose itself between wrinkled smiles and rumpled sheets. An instant that shaking you, that digs an undecided but deep grove and smells like sugar and sea"