26 novembre 2013

pieces

                         
"Ci sono sbagli irrimediabili, che non possiamo correggere, a cui non possiamo porre rimedio, e poi ci sono quelli che ho commesso con te, che sono anche peggio, perché a quegli sbagli non voglio trovare una soluzione, non voglio correggere nessun errore fatto con te, perché se lo facessi non sarei qui ora, a guardarti mentre piangi e hai paura, perché ti conosco e so che hai paura"
                         
{"Camilla' diary", presto il secondo capitolo sul blog}

From Rome with Love







La città eterna, romantica, scintillante, a misura d'uomo, Roma assomiglia un po' ad una città della Spagna  una di quelle con un'energia divertente ed entusiasmante, anche se assopite sui suoi tetti ci sono storie millenarie.
Madre orgogliosa di una civiltà che influenza ancora oggi la società moderna, Roma ha alle spalle una storia antica che si respira passeggiando per le vie strette del centro.
Conosciuta in tutto il mondo non solo per l'antica civiltà romana, ma in epoca molto più moderna per aver fotografato la bell'Italia ed averla spedita in bianco e nero in ogni angolo del pianeta, vivendo ancora oggi l'eredità di una fama millenaria, Roma se ne sta tranquilla, appollaiata su quei famosi colli accogliendo migliaia e migliaia di visitatori.
Servirebbero almeno cento giorni per visitarla, apprezzarla, ed amarla veramente, ma ci si può concedere una scappatella, in un alberguccio di Trastevere, anche solo per un fine settimana all'insegna dell'arte, della cultura, del buon cibo, e sono certa che qualcosa cambierà in voi.
Roma è unica anche per la sua indole, un po' burina un po' raffinata, vivace e ciarliera ma colta ed elegante, una signora con due personalità distinte ma che si fondano in un paio di occhi color nocciola, un ammasso di capelli castani e labbra carnose.
Imperdibile è una passeggiata per il centro, Piazza di Spagna vi accoglierà con la sua scalinata, e Piazza Navona con la sua allegria e la miriadi di pizzerie, vi innamorerete delle viuzze strette, dei bar e dei ristorantini, vi concederete un bacio (e un lucchetto chiuso a chiave) sul Tevere, lanciando poi una monetina nella Fontana di Trevi.Per una visita più all'insegna della cultura e della religiosità fate un salto al Pantheon, naturalmente a San Pietro, ammirate il Colosseo e Castel Sant'angelo,ed infine scoprite angoli unici della città, che sono certa rimarranno impressi nei vostri cuori eternamente.








25 novembre 2013

Camilla's diary


                                               /Capitolo I/





E’ lunedì, un grigio lunedì mattina di metà novembre. 
Camilla cammina veloce, facendosi largo tra studenti dal passo ciondolante e vecchiette uscite di buon’ora per accaparrarsi la verdura migliore al mercato poco distante.
E’ in anticipo per la lezione, ma ha un appuntamento per un caffè con un amico e sa che lui arriva sempre puntuale.
L’università è così, tanti caffè, tante "pause-siga", che al liceo si facevano di nascosto, tanta libertà, ma anche un po’ di smarrimento.
Camilla arriva davanti al bar, ancora nessuna traccia di Luca, solo un gruppetto rumoroso all’angolo, che cerca con inutile discrezione di farsi una canna, così di primo mattino; allora si guarda intorno, stringendosi nel suo maglione, perdendosi nei suoi pensieri, passandosi nervosamente  una mano  tra i capelli e sorridendo ad una ragazza che sta in corso di diritto privato con lei.
Abbassa lo sguardo e poi lo rialza ed è un attimo; sembra che i suoi occhi si incantino su un particolare irresistibile per lei, irrimediabilmente troppo significativo per poterlo perdere ora.
E' un attimo che si aggrappa ai suoi ricordi, al suo cuore e lei non può farci nulla; e allora Camilla continua a fissare quel ragazzo dall’aria sicura di se, dai capelli spettinati e scuri, dagli occhi di un marrone caldo, quasi come il cioccolato fuso, e profondi come l’oceano. 
Sembra diverso eppure, per certi versi, sempre lo stesso.
Sente una fitta di gelosia lacerarle il cuore, quando una ragazzina dall’aria un po’ snob, gli sfiora la spalla e gli sorride.
Lui continua a parlare con un amico, mentre la ragazza lo mangia con gli occhi.
“Eppure” Pensa Camilla “qualche anno fa non era così irresistibile” e sorride ed è proprio in quel momento che lui si volta e non può fare a meno di scorgerla, bella come sempre, con i suoi occhi grandi, di quel blu che si mischia al grigio, con quei suoi capelli castani che sfiorano il rosso, avvolta in un maglione di due taglie più grande, per sentirsi meglio, per sentirsi più sicura, come stretta in un abbraccio.
E qualcosa si muove ancora dentro di lui, anche se non si vedono da anni e tra di loro è passato un fiume in piena che ha spazzato via qualsiasi cosa.
Camilla abbozza ad un saluto impacciato e lui le sorride, ma non forzatamente, è uno di quei sorrisi che ricordano il passato, uno di quelli che vorrebbero dire altro, molto più di un ciao.
Allora lei si volta e socchiude gli occhi e un fiotto di ricordi le scivola addosso come a volerla investire…

23 novembre 2013

Un giorno ancora

                              
/Capitolo VI/
Poi succede più spesso, quasi ogni sera. La scena si ripete puntuale, io che piango e Riccardo che mi porta via, che mi permette di fuggire da quel mio amore malato e malsano. Ci sono momenti in cui gli sono grata, altri in cui vorrei affrontare la mia vita, senza che arrivi lui a salvarmi. Una sera mi porta vicino al fiume, accendiamo un falò e beviamo da una bottiglia di vodka alla menta. Dopo qualche sorso siamo meravigliosamente brilli, siamo brilli di quell’ubriachezza che fa ammettere le colpe e confidare i più intimi segreti, un’ubriachezza malinconica ma coraggiosa,  e così decidiamo di bruciare ciò che ci va stretto, ciò che non vogliamo più con noi.
All’inizio è un gioco, gettiamo bigliettini o vecchie tessere della palestra che non avremmo più usato comunque. Poi con l’alcol che scherza con la mia mente e la testa che inizia a girare, mi metto a gridare che l’unica cosa che veramente vorrei levarmi di dosso è Marco e inizio a piangere e ho freddo e ho paura. Riccardo mi abbraccia e mi supplica di essere forte, mi giura che guarirò e allora lo guardo negli occhi, dura una frazione di secondo e per la prima volta intravedo qualcosa che avevo sempre ignorato, qualcosa che mi fa sussultare e tremare allo stesso tempo. Riccardo mi scosta una ciocca di capelli dal viso, io socchiudo gli occhi, non so cosa voglio, non so cosa fare, non so niente.
Succede velocemente, appoggia le sue labbra sulle mie e mi sento tremare.
In un momento non ho più certezze eppure sono nel posto giusto al momento giusto e questa consapevolezza mi colma il cuore e lo fa traboccare di qualcosa di dolce, di caldo che mi riempie tutta, che mi rende felice.
Rimaniamo abbracciati, in silenzio. Poi Riccardo bacia la mia spalla e io rido.
Rido tanto, come non mi era mai successo, rido e piango, e forse sono matta o ubriaca, ma qualcosa mi pizzica e mi colma completamente.
Dormiamo nel suo appartamento quella notte.
Rimaniamo nel letto a fissarci per ore, poi quando inizia a fare giorno, mi addormento con l’immagine del viso di Riccardo vicino al mio, bagnato dai primi raggi di quel sole autunnale e mi sembra di sfiorarlo, mi sembra di non aver mai visto nulla di così rassicurante, di così dolce.

22 novembre 2013

ragazze del nuovo millennio






A quale categoria appartenete?
Si, perché al giorno d'oggi le ragazze sono divise in diversi, ma non troppi, gruppi di pensiero, parole e stile, con tratti distintivi ben visibili e marcati ai quali non si può scappare!

Hippie chic 2013: Gonne lunghissime, all stars sbiadite, cappelli ampi e capelli indomabili.
Le vecchie hippie, quelle degli anni '70 un po' più alla moda, con borse da migliaia di euro (o centinaia), che si destreggiano da concerti all'aperto e sperimentazioni di doghe leggere a locali alla moda e brunch informali, che passano le vacanze a Formentera, con un nastrino colorato tra i capelli, un costume striminzito addosso e per coprire il bel popò un bel paio di presunti vecchi Levi's tagliuzzati e "sfragiati".
Le classiche ragazze che passano l'estate in giro, tra città d'arte, isole delle Baleari, mercatini hippie e  quando tornano in città, riposate e purificate, si fanno fotografare da un party all'altro, sempre con l'immancabile stile un po' bohemien, il trucco impeccabile e una certa nonchalance.

Bon Ton Girls: Sono le girls alla moda, senza nessuna grinza, nemmeno quando stanno in pigiama, vestono Chanel,  Louis Vuitton e Zara con la stessa compostezza ed eleganza; vanno a letto presto e vanno bene a scuola...Si questo dal lunedì al venerdì, quando la camicia di trasforma in una vestitino aderente e super scollato, i pantaloni di tweed in collant ben poco coprenti e le scarpette di vernice comprate dalla mamma in taccazzi (passatemi il termine) da paura.
Colletti impreziositi da perline, una finta rigidità mentale, borse di Gucci dell'ultima collezioni, madri pretenziose, impiccione e bionde tinte, con gioielli ben in vista.
Giovani cucciole dell'alta società (o quasi) che suonano il pianoforte o il violino, che sciano, giocano a polo e sorseggiano martini alla fragola.

Urban city female: Una pantera nera super fashion che scivola per le vie della città, perfettamente in sintonia con lo stile cinico, dinamico e distaccato della metropoli.
Cappellini con scritte divertenti, leggins fantasia, stivaletti o Dr.Martens alte, portate slacciata e mai lucidate, giubbetti di pelle, pratici, comodi e maschili.
Sono le classiche fumatrici accanite, che si vestono di nero e grigio, maghe dei socials, che si fingono menefreghiste, ma curate nei minimi dettagli e falsamente trascurate.
Sono quelle che non amano le discoteche, ma piuttosto un drink in un bar di tendenza, quelle che non si mischiano al casino e non si lasciano trascinare dalla ressa, perché troppo ben vestite per sporcarsi.
Sono le ribelli, che poi a venticinque anni, qualche giorno prima di laurearsi si convertiranno e faranno un cambio di stagione, buttando via gli abiti di tendenza, audaci, e fornendo l'armadio di camicette e gonne al ginocchio. Relegheranno infondo ad uno scatolone l'animo e lo spirito combattivo, provocatorio e cinico, per fare posto ad uno più dolce, composto e frizzante.


E voi in quale categoria vi riconoscete di più?